L’ex campo di prigionia di Servigliano riconosciuto “Monumento Nazionale”

Luca Piermartiri, Segretario PD Federazione FM: “Finalmente l’ex campo di prigionia di Servigliano è stato riconosciuto per legge come ‘Monumento Nazionale.’ La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la proposta del Senatore F. Verducci. Un iter parlamentare che era stato avviato con l’approvazione del testo al Senato, il 4 marzo 2021. La Federazione GD approfondì il tema proprio insieme al Senatore Verducci e che, ad oggi,  rappresenta un riconoscimento particolarmente importante e simbolico poichè valorizza il patrimonio storico/culturale del nostro territorio. Come PD siamo felici di aver portato a caso questo risultato grazie al lavoro del nostro Senatore. Un ringraziamento va anche all’ associazione Casa della Memoria che da sempre è impegnata a valorizzare il sito e a diffondere la sua storia”.

Elisabetta Baldassarri, Resp. Cultura/Turismo PD: “Rilevante e significativo il riconoscimento dell’ex campo di prigionia e  internamento di Servigliano a Monumento Nazionale. Questo risultato è il frutto della proposta di legge del Senatore Francesco Verducci, a cui va il ringraziamento per l’impegno in questo percorso non certo scontato. Il recupero e la salvaguardia della memoria non rappresentano mere celebrazioni di circostanza, ma diventano il presupposto per raccontare e fare i conti con ciò che è stato al fine di costruire un presente che ponga le basi su una concreta solidarietà e sulla necessità che i governi, le agenzie educative e la società civile comprendano, fino in fondo, valori come: libertà, giustizia sociale e pace; i quali devono essere perseguiti con scelte coraggiose, come per esempio, una discussione seria sul disarmo, gettando in quest’ottica, anche le basi per un’ Europa diversa e che sia politica. Il monumento di Servigliano dimostra che è necessario condannare il passato per scongiurare il rischio di riviverlo. Purtroppo, la guerra in Ucraina testimonia che siamo a rischio di una recrudescenza della violenza nel cuore dell’Europa; in questo dramma dobbiamo avere il coraggio di fare scelte che tengano insieme la salvaguardia di una nazione invasa e la necessità di ascoltare chi chiede la pace.”

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