Il Pd fermano contro la Regione, Piermartiri “Caos sanità e scuola, il Murri è una polveriera”

5 Gennaio 2022

“Ancora caos da parte della Regione sul fronte sanità e scuola. Il Murri è una polveriera a causa dell’aumento di posti letto senza il personale necessario. Avevamo anche noi sottolineato, giorni fa, tutte le difficoltà dell’ospedale e della sanità fermana, a queste potrebbe aggiungersi anche il rischio di abbassamento degli standard assistenziali. La Regione continua a non dare risposte adeguate a questa nuova ondata; continua a non prendere decisioni organizzative per garantire il diritto alla salute di ogni cittadino, non solo malati di Covid, e a non tener conto delle esigenze di professionisti e operatori sanitari”.

IL SEGRETARIO provinciale dem, Piermartiri, per conto della federazione fermana: “La domanda sorge spontanea: se queste sono le condizioni, ha davvero senso parlare di rientro a scuola in sicurezza?”

Critico il segretario provinciale Pd, Luca Piermartiri : “Cosa fare quindi del Covid Hospital? L’assessore Saltamartini ha dichiarato di volerlo smantellare. Una scelta, quella del Covid Hospital, osteggiata all’epoca da chi ora governa le Marche, ma che riuscì invece a garantire ulteriori postazioni Covid. Qual è quindi l’alternativa a questa scelta? Come, a questo punto, la giunta pensa di non blindare il Murri di Fermo e di fornire risposte adeguate alla situazione che stiamo vivendo?”

Passando poi dalle problematiche legate alla sanità al mondo della scuola: “Sul fronte scuola invece la giunta regionale – continua ancora Piermartiri – ha previsto lo screening solo per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado che abbiano dei sintomi o che abbiano avuto un contatto diretto con un positivo. Una mezza decisione e, soprattutto, inutile e tardiva, dato che il presidente paventava la zona arancione. Innanzitutto, è rimasta fuori una grande fetta di popolazione scolastica: le materne e i ragazzi delle superiori; questi ultimi hanno inoltre molti più contatti a ‘rischio’ con una rete sociale ben più ampia. E poi perché tracciare quelli che dovrebbero essere già stati segnalati dai propri medici di famiglia, essere in isolamento, seguire il percorso di quarantena o tamponi predisposto dall’Asur? Riteniamo che non siano state prese le dovute precauzioni per la sicurezza degli studenti, delle famiglie e di tutto il personale scolastico. Lo screening andrebbe esteso a tutti gli studenti, non solo a coloro che risultano sintomatici o che abbiano avuto un contatto stretto, dato che questi ultimi hanno già diritto a tampone gratuito. La domanda sorge quindi spontanea… se queste sono le condizioni, ha davvero senso parlare di rientro a scuola in sicurezza?”.

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