L’insopportabile cerchiobottismo di un Acquaroli eternamente sorpreso

I lamenti del presidente Acquaroli circa l’inserimento delle Marche in zona arancione sono uno schiaffo alla responsabilità istituzionale che i cittadini gli hanno conferito con il voto del 20 e 21 settembre, poiché dimostrano non solo la sua inerzia e la sua approssimazione di fronte a una pandemia che continua a seminare lutti e dolore, ma anche un atteggiamento furbesco che, oltre a essere pericoloso per la salute pubblica, si rivela poco serio nei confronti del ruolo che ricopre.

Giocando all’eterno sorpreso, Acquaroli finge di non sapere che i meccanismi di valutazione per l’assegnazione delle fasce di colore non si limitano più solo all’indice Rt, ma comprendono anche la valutazione del rischio. Ciò non è dovuto, come sembra far intendere il presidente, a un capriccio del governo, ma al fatto che, dati alla mano, l’Istituto Superiore della Sanità sta osservando un progressivo peggioramento della situazione epidemiologica del Paese, che peraltro riguarda anche le Marche. Francamente non è più accettabile questo insopportabile cerchiobottismo del presidente, che da un lato chiude le scuole perché non è riuscito a gestire il potenziamento dei trasporti e ha sprecato risorse pubbliche in un inutile screening di massa invece di destinarle a uno mirato sulla popolazione scolastica, e dall’altro, manovrato dai vertici nazionali di Fratelli d’Italia, continua ad attaccare senza criterio i provvedimenti assunti dal governo nazionale. Provvedimenti, vale la pena sottolinearlo, perfettamente in linea con quelli adottati in tutta Europa dove, evidentemente, alla ricerca demagogica e populista di facili consensi, si antepone l’interesse collettivo dei cittadini.

Maurizio Mangialardi

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