Parole e idee dei candidati Pd del Fermano. Mangialardi punta sull’Europa: “Portiamo la Regione dentro le case” (video) 22 Luglio 2020 di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – In prima fila c’è il sindaco di Montegranaro, Ediana Mancini, davanti a lei Maurizio Mangialardi e i quattro candidati fermani al consiglio regionale per il Pd. “Lei è il simbolo di una bellissima vittoria, che sia di buon auspicio” sottolinea Fabiano Alessandrini, che è convinto che la delusione del giorno dopo che il centrodestra ha avuto a Montegranaro, ci sarà anche in Regione. “E infatti non a caso partiamo dalla capitale della calzatura” prosegue.

È il debutto di Fabrizio Cesetti, Francesco Giacinti, Maria Teresa Illuminati e Annalinda Pasquali. Partire da Montegranaro, dove c’è una delle amministrazioni più multicolore della provincia, è il segno di una strategia che torna nell’inizio di campagna elettorale del sindaco di Senigallia, che ha pulito la sua immagine, inserendo il tricolore come fazzoletto nel taschino e colori neutri come arancio e blu. “La nostra forza è il lavoro, l’agire. Non ci interessano gli spot e le smargiassate. Noi siamo seri per costituzione. La serietà è un difetto? Noi siamo questi e lo dimostriamo con le nostre candidature, a cominciare da Mangialardi che ci ha portato a più ampia maggioranza possibile”.

Padrona di casa è Laura Latini, segretaria Dem veregrense. E può essere soddisfatta, una settantina di persone hanno scelto di passare qualche ora in viale Gramsci, sotto il murales gioiello di Montegranaro: “È simbolo della nostra capacità di reinventarsi, di cercare il bello, di credere nei sogni e di realizzarli. Come la nostra città – sottolinea la segretaria – questi candidati sapranno trasformare il buono di oggi, dopo cinque anni a guida Pd con Ceriscioli, in qualcosa di straordinario”.

Sta poi a loro entrare in scena. “E loro sono qui, ci sono già. Non come il centrodestra che non sa ancora chi presenterà” ribadisce Alessandrini.

Il primo a parlare è Francesco Giacinti, presidente della commissione Bilancio e consigliere uscente, oltre che braccio destro dell’assessore al Bilancio, Fabrizio Cesetti. “Un nuovo percorso, ma porto cinque anni di grande esperienza, frutto di 300 sedute con la prima commissione che guido. Non siamo solo persone che prendono un lauto stipendio, lavoriamo e tanto. Abbiamo affrontato un sisma, una crisi economica senza precedenti e infine una pandemia”. Al commercialista il passaggio sulla svolta epocale dell’Europa “frutto del grande lavoro del Governo. E noi dovremo essere pronti, al termine di questa avventura che vinceremo, di dare risposte. Il Mes farà arrivare un miliardo alle Marche per migliorare la nostra sanità, superando qualche criticità, e se i 209 miliardi saranno ugualmente retribuiti, significa avere a disposizione 6miliardi, una montagna di risorse che non abbiamo mai avuto prima”.

Crisi del calzaturiero e infrastrutture sono temi che tornano spesso: “E su questo lavoreremo nei prossimi cinque anni, su questo si impegnerà Maurizio Mangialardi, che sarà il nostro presidente: cambiare il volto a una regione che ha avuto troppe sfortune da superare. Per cui, votate ancora noi”.

Seconda, in canottiera rossa, la professoressa Annalinda Pasquali, che di ruoli amministrativi ne ha ricoperti diversi a Porto Sant’Elpidio. Tra i vari temi, tocca la scuola: “Parliamo di finanziare i laboratori dei professionali, che hanno subito tagli alle ore. Una delle richieste che arrivano alla regione è di aumentare le risorse per far crescere queste figure che possono qualificare due settori chiave: il lavoro e l’ospitalità”. Crede e punta sulle risorse europee, sul settennato che si chiuderà nel 2027. Tante risorse ed inevitabilmente tante parole sul nodo infrastrutture: “Mi piacerebbe una metropolitana di superficie che colleghi le città della costa, per ridurre il traffico urbano. E ovviamente proseguire con la terza corsia e investire sulla difesa della costa”. L’assessora sogna una rete tra le esperienze culturali, valorizzando i distretti culturali, oltre a quello calzaturiero.

Terza Maria Teresa Illuminati, che arriva dalla sanità, docente a contratto della Politecnica e coordinatrice degli operatori di Cardiologia e non solo. “Per me è la terza sfida a Montegranaro: primo contratto all’ospedale di Montegranaro nel 1987; nel 2009 l’Hospice, insieme con dei colleghi; nel 2020 il via alla mia campagna elettorale”. Parola chiave è coraggio, anche nel suo campo: “Arrivano i soldi, ma servono progetti. Il Covid ci ha insegnato che bisogna investire sul territorio per poter dare risposte e una rapida presa in carico del malato grazi e figure professionali, dal medico di base allo specialista fino all’infermiere di famiglia”. Mentre parlano i candidati, Mangialardi prende appunti sul suo taccuino rosso. “Ci siano percorsi mirati per prendere in carico gli anziani, per superare le diseguaglianze che riguardano ad esempio le aree interne dove ci sono più difficoltà a dare risposte, anche a causa di viabilità inefficiente. Ben venga il nuovo ospedale, ma per essere competitivi ci vuole capitale umano, non solo tecnologia” chiosa l’infermiera.

Last but not least, dicono gli inglesi, l’assessore Fabrizio Cesetti: “Io corro per arrivare primo. 28 anni fa Montegranaro fu decisiva per la mia elezione al Parlamento e poi per la vittoria alle prime elezioni provinciali. Negli ultimi cinque anni sono stato assessore a ‘quasi tutto’. Mi sono confrontato sui temi in ogni angolo della regione. il partito ha deciso di ricandidarmi e dico grazie. Come assessore al Bilancio ho affrontato sfide inedite: il fallimento di Banca Marche; l’istanza di fallimento di Aerdorica con un debito di 40milioni; la crisi dei distretti industriali; il terremoto; il Covid”.

Un lungo elenco di emergenze affrontate e nel possibile risolte: “Noi abbiamo insegnato alla Regione a gestire qualcosa che mai aveva provato. E ora lo sa fare. Il terremoto? Abbiamo gestito la fase dell’emergenza in modo esemplare, anticipando risorse. Il problema della ricostruzione sono ben individuate e sono dei Governi succeduti nel tempo, anche i nostri che non hanno saputo snellire le procedure”. Insomma, basta con il ‘colpa vostra’ per l’assessore uscente: “Noi abbiamo aumentato gli investimenti per un miliardo e abbiamo ridotto la pressione fiscale. Questi sono fatti, nelle Marche si pagano pro capite 320 euro di tasse contro una media nazionale di 410”.

In questo territorio sono arrivate più risorse in 5 anni che nei 45 precedenti della Regione secondo l’uomo dei conti: “Sfido chiunque a dimostrare il contrario. I conti li ha fatti con me il presidente Ceriscioli”. Tra i fondi anche il nuovo ospedale di Fermo, per cui sono stati consegnati ufficialmente i lavori, “quindi da ora si vedranno i muri salire”, e il nuovo ospedale di Amandola, un segnale ai Sibillini. “E abbiamo dato sei milioni a Fermo per l’Iti Urbano, anche se il progetto non aveva vinto. Ora il Comune deve spenderli”.

Flash finale sulla crisi dei distretti industriali: “Finalmente domani (oggi) il ministro dovrebbe firmare. Deve avere auto qualche difficoltà, ma ora ci siamo. Ma sia chiaro che nessun progetto avrà efficacia se pensa soltanto al manifatturiero. Da solo non ce la fa, per cui servono infrastrutture, altrimenti chi investirà se resta in coda in A14, se lo chalet viene mangiato dal mare, se la montagna è vicina ma lontana per le strade? Per cui Mezzina, terza corsia, Lungotenna e scogliere sono imprescindibili. Spero che la De Micheli chiacchieri di meno e produca fatti. Il Mit, parte chiave insieme al Mise, fatica a dare seguito agli impegni che si è assunto”.

Quattro teste, quattro voci per un solo candidato, Maurizio Mangialardi “che è nuovo ma potrà proseguire quanto di buono fatto. Ricordiamo che se arrivano le risorse il merito è del Governo, e del grande sostegno del Pd. Ma è fondamentale ricordare che la differenza è chi spenderà queste risorse, per cui è bene che il Governo si impegni anche per far vincere il centrosinistra nelle Marche. E questo significa che Conte debba guardare anche le Marche perché non c’è ragione, non c’è motivo per cui i 5 Stelle si presentino da soli nelle Marche rischiando di consegnare la regione al centrodestra e di trasformarsi in una forza irrilevante. Chiedo coerenza: la vittoria tua nelle Marche consoliderà l’azione del Governo proiettandolo in una prospettiva futura”.

Dopo 75 minuti, tocca a Maurizio Mangialardi, che era il più atteso su viale Gramsci. E il candidato punta sull’Europa, sul risultato raggiunto, sulle sfide vinte, sul ruolo del Pd, da Gualtieri a Sassoli passando per il presidente Conte, che tre anni fa non credeva nell’Europa. Un candidato carico, non accusa la stanchezza di questa strana campagna elettorale partita in sordina ma che lo spinge in ogni angolo, passando in poche ore dalla comunità di Capodarco agli incontri a due con imprese e infine ai cari vecchi comizi. “Non abbiamo un sogno, ma concretezza. Voglio una regione che sia in grado di entrare nelle case di ognuno”.

Insieme con o senza i 5 Stelle? “Il problema è più per loro, che si estinguono, richiamando di reste fuori e di non assumersi la possibilità di guidare la regione fino al 2030” conclude incassando l’applauso anche di tanti amministratori, dalle sindache Canigola e Mancini agli assessori elpidiensi e monturanesi.

@raffaelevitali

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