Il 2020 è l’anno di strade, rotatorie e ciclabili: ecco dove e come il Fermano cambierà. Il Pd: visione territoriale, soldi certi *Da laprovinciadifermo.com (pubblicato il 14 Ottobre 2019)

Molti investimenti hanno come punto di caduta lido Tre archi. “Fondi che riqualificano quest’area. Investimenti che non cadono dal cielo, ma da una elaborazione politica e da una visione ben chiara. Che noi del Pd e del centrosinistra abbiamo. Ed è ora di iniziarla” sottolinea Paolo Nicolai.

di Raffaele Vitali

FERMO – Si aprono le porte di Lido Tre Archi, del centro sociale che rappresenta il polmone sano di un quartiere che vuole ridisegnarsi. Partendo dalle infrastrutture. Marcello Renzi è il segretario del circolo San Tommaso – San Marco del Pd: “È da tempo che pressiamo per ottenere la rotonda. Ma in realtà è tutta la strada Paludi che resta pericolosa. Qualcosa è stato fatto, non basterà la rotonda”.

Molti investimenti hanno come punto di caduta lido Tre archi. “Fondi che riqualificano quest’area. Investimenti che non cadono dal cielo, ma da una elaborazione politica e da una visione ben chiara. Che noi del Pd e del centrosinistra abbiamo. Ed è ora di iniziarla” sottolinea Paolo Nicolai.

DA DOVE ARRRIVANO I FONDI

Rotonda San marco, Mercato coperto, Terminal, luoghi che hanno un finanziamento che ha un percorso con un ruolo chiave giocato dalla Regione e dalla Provincia. “C’è una linea politica che va chiarita. E poi c’è un percorso politico nato tempo fa, quando Cesetti ancora era in Provincia. Se al posto della centrale a biomasse c’è il nuovo ospedale, ed è partito. E se dall’ospedale si parla di investimenti per la viabilità. È per la visione di fondo ben chiara” prosegue l’ex segretario provinciale.

“Noi abbiamo cambiato il volto del capoluogo e della provincia. lo abbiamo fatto nel momento in cui il Pd di Fermo, compatto, ha sostenuto l’azione della Provincia contro la centrale a biomasse a Campiglione. Perché l’ospedale era l’idea di futuro” gli fa eco Fabrizio Cesetti, assessore regionale. Prosegue Nicolai: “Noi non siamo colpiti ‘dall’annuncite’, dietro le nostre parole ci sono atti amministrativi. È più facile promuovere la festa, una iniziativa culturale. Ma le opere che cambiano un territorio hanno bisogno di tempo”.

Il primo ottobre 2013 l’accordo di programma ha cambiato il futuro, “togliendo dallo skyline una centrale con le canne fumanti” riprende l’assessore. Cesetti parla di impegno “per la storia e non per la cronaca. E la storia ha bisogno di tempo”.

I fondi del bando periferie, “gli otto milioni sono stati decisi da Renzi e Gentiloni”, cambieranno il volto della costa fermana, “ma vanno spesi bene”. Non bastano le telecamere, “un deterrente finanziato da fondi del governo gialloverde”, serve un cambio epocale “che verrà raggiunto solo con il Bando periferie che i 5 Stelle volevano bloccare, ma che invece abbiamo difeso”.

Si parte da Tre Archi per raggiungere tutto il territorio. “Non ci piace la politica dello strillato, del tutto e subito, delle colpe date ad altri se qualcosa non funziona. Noi siamo il partito del ‘c’è sempre’, anche quando non è facile metterci la faccia” ribadisce Fabiano Alessandrini, vicesegretario regionale. “Serve la pazienza di non fare scelte scontate, anche pagando il prezzo della responsabilità”.

A COSA SERVONO I FONDI

Tornando all’ospedale, Cesetti è chiaro: “Alzare le colonne non dipende dalla politica e neppure dalla burocrazia, ma dai fatti che si verificano”. E va alle promesse mantenute: “Le opere d’adduzione sono fondi Fsc. Ne abbiamo ottenuti per 53 milioni di euro. La delibera 287 del 18 marzo, su 53 milioni ne destina 11 alla provincia di Fermo, che è la più piccola ma ottiene come le altre”.

Non 11 milioni, ma 19,6, ribadisce l’assessore al Bilancio affiancato dal presidente della Commissione, Francesco Giacinti: “Finanziamo con 3,3 milioni la ciclovia dell’Aso, il Tenna per 3,3, il ponte tra Civitanova e Porto Sant’Elpidio per altri due milioni. Parliamo di 8,6 milioni per le ciclovie che si sommano a 11 milioni per la viabilità che riguarda 3.8 milioni destinate alle rotatorie e alla Mezzina in area ospedale; la rotatoria di Tore San Patrizio-Monte Urano con 700mila euro; la corte di Torre San Patrizio, 700mila euro; la lungo Tenna, porta nord della provincia, con 5 milioni di euro; la rotatoria di San Tommaso con 800mila euro. Sia chiaro, queste non sono parole, sono opere finanziate con una delibera di agosto: sono iscritte a Bilancio. I 3,8milioni subito, la rotatoria nel 2020 dopo la convenzione tra regione Marche e provincia di Fermo, al comune le varianti, con la Provincia che si occuperà della progettazione e della realizzazione di tutte le opere, tranne quelle nei 3,8 attorno all’ospedale”. Stando a Cesetti, per le ciclovie i soldi sono a Bilancio, gli uffici regionali stanno predisponendo la progettazione esecutiva e definitiva. La gara ci sarà nel 2020. “Per l’Aso e il Tenna faremo anche in fretta, mancando espropri da fare. “Sono 19,6 milioni che rientrano in una idea di futuro. Da abbinare alla variante Molini che la provincia sta realizzando, alla circonvallazione di Amandola. Progetti per altri 11 milioni. In totale sono 30 che rientrano ora anche dentro l’area di crisi complessa, in cui gli interventi infrastrutturali sono importanti. La De Micheli e il Mise devono sganciare, devono credere nel rilancio”.

È qui che iniziano a crescere le somme, perché Cesetti sul tavolo della De Micheli porta 30milioni, e non 19 di investimenti: “Come Regione sul piatto li abbiamo messi, ora il Governo farà la sua parte e sono certo che ci staranno le scogliere merse, per cui noi metteremo a Bilancio 4-5 milioni nel prossimo Bilancio, ci sarà il tratto della Mare Monti che collegherà il casello di Porto Sant’Elpidio a Paludi con 6 milioni di euro, c’è un intervento sulla Servigliano-Amandola, 18 km per cui servono 50milioni di euro per raddrizzarla, fare un ponte e alcune piazzole di sosta e tratti da sorpasso: non ci sarà mai una 4 corsie che devasterebbe il territorio; ci sarà la richiesta del prolungamento della Mezzina almeno fino alla Valle dell’Aso e ci sarà la strada verso il cappello; la terza corsia”. Francesco Giacinti lo guarda, lui ama essere cauto, e con una frase segna il percorso: “Tutto condivisibile, ma temo i rigori della finanza pubblica per la parte più ampia della nostra progettazione. Che spero tanto si completi, ma temo che sia ottimistico. Una nostra chance l’abbiamo persa quindi ci anni fa. Oggi con il nostro impegno riapriamo la discussione”.

Ce la farà poi la Provincia a fare tutto? “Facilitare l’accesso al nuovo ospedale è una priorità. Poi abbiamo affrontato tutte le criticità. Il primo stralcio per l’ampiamento della Lungotenna è fondamentale e così la rotatoria di San Marco, altrimenti come si arriva all’ospedale? E soprattutto – prosegue Moira Canigola – come si garantisce la sicurezza di un tratto che sarà molto percorso. Entro il 2019 saranno firmate le convenzioni, poi l’accordo di programma che accorcerà i tempi. A questo si annunciano investimenti da 1,5 milioni all’anno per sistemare tratti di strade provinciali”.

Tanti cantieri, tanto lavoro per gli uffici. Canigola ha fiducia nei suoi uomini, “anche perché alcune progettazioni saranno affidate fuori dalla Provincia. Poi le gare sono gestite internamente. Procedure gravose e lunghe, non pensate che a noi piacciano i tempi lunghi”. Fiducia, ne serve tanta: “Ma il 2020 sarà davvero l’anno dei cantieri e lo vedrete dall’ospedale che pian piano si alzerà” conclude Cesetti.

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